Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro nell'impresaDove - Quando - A che ora
JESI
18 Aprile 2008 ore 16.00
Finalità del convegno
Le Consigliere di Parità della Provincia di Ancona hanno dato vita a questo secondo incontro, affinché il tema della conciliazione rimanga vivo e coinvolga sempre più attori.
Per conciliazione si intende tutta una serie di interventi sia da parte delle aziende che da parte delle pubbliche amministrazioni a favore di una maggior qualità della vita lavorativa con quella famigliare di donne e uomini. Le difficoltà a conciliare impegni quotidiani e tempi di lavoro sono ogni giorno crescenti. Le esigenze dei figli, la presenza di anziani da accudire, i tempi dei trasporti e della mobilità urbana, gli orari dei servizi non sempre compatibili con quelli del lavoro: tutto questo determina problemi che incidono non solo sulla qualità della vita delle persone, ma anche sull'organizzazione delle imprese. Infatti un posto di lavoro poco compatibile con le esigenze familiari determina maggiore assenteismo, turn -over del personale più frequente e, in generale, un clima lavorativo meno sereno e motivato. Molto spesso per le imprese affrontare i temi della conciliazioni può esser un vantaggio, anche in termini di minori costi e maggiore produttività. Infatti una impresa che offre tempi e modalità di lavoro più conciliabili impatta meno sul proprio tessuto sociale: contribuisce cioè a ridurre il ricorso a servizi pubblici, la mobilità nelle ore di punta, lo stress nelle famiglie e anche questa è RESPONSABILITA' SOCIALE D'IMPRESA. La conciliazione pone problemi complessi, richiede il coinvolgimenti di diversi attori sia pubblici che privati e mette in campo interessi diversi, talvolta contrapposti. E' un tema che, seppure a vari livelli ci coinvolge tutti perché siamo in un modo o nell'altro produttori di beni e/o fruitori di beni e servizi . Si tratta di un sistema complesso che coinvolge le singole persone, le aziende, la città e il territorio, e che sarà tanto più efficace quanto più sarà coordinato e consapevole delle forti interazioni tra un sistema e l'altro. Ancor oggi il problema della conciliazione è affrontato in modo marginale, è un problema giovane e viene risolto in modo individuale: gli asili nido sono carenti, le famiglie si rivolgono ai nonni, alla baby-sitter quando se la possono permettere o, purtroppo sacrificano il lavoro della donna, che è nella maggior parte dei casi quello che produce minor reddito. La Legge 53 dell'8 marzo del 2000 si propone di promuovere la diffusione delle nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro , una legge che non deve essere pensata come una legge a sostegno delle donne, ma per la famiglia e la società nella sua interezza. Questa legge che recepisce la direttiva europea sui congedi parentali, di maternità e paternità , prevede all'art. 9, l'erogazione di contributi in favore delle aziende che intendono attuare azioni positive per la flessibilità nonché di finanziamenti per lavoratori autonomi o titolari d'impresa con esigenze di conciliazione tra vita familiare e lavorativa Il tema della conciliazione sta assumendo un'importanza sempre più crescente. Le trasformazioni in atto nelle strategie di vita, come le modificazioni del mercato del lavoro, rendono il tema della conciliazione un problema che chiama a coinvolgimento l'intero sistema sociale. Esiste un desiderio insito di vivere meglio i propri tempi di vita, ma anche la necessità soprattutto da parte delle donne e degli uomini di dare un valore più forte e un contenuto.maggiormente realizzato alle ore che si passano sul luogo di lavoro, facendone un tempo significativo sul piano delle capacità espressive e dei contenuti professionali.
Approfondimento
|