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Dossier

 
 
 
 
 
Demansionamento e mobbing

Con sentenza n. 4063/2010, le Sezioni Unite della Cassazione ha affermato che, quando il demansionamento comporta guai di natura psicofisica relativi alla salute del lavoratore, lo stesso sfocia nel mobbing. La Suprema Corte ha stabilito che possa configurare una condotta lesiva anche da parte di una Amministrazione Pubblica allorquando a quest'ultima sia imputabile la violazione di specifici obblighi di natura contrattuale ex art. 2087 del c.c.

Tale comportamento è assimilabile a quello del datore di lavoro privato che nell'ambito della propria attività ha l'onere di provvedere alla tutela fisica e morale dei propri dipendenti. Nel caso di specie il datore di lavoro pubblico non ha garantito la permanenza di tali condizioni fin da costringere il proprio dipendente al pensionamento anticipato.

 
Sostituzione per maternità e mansioni diverse

Con sentenza n. 3598 del 16 febbraio 2010, la Cassazione ha affermato che l'assunzione di un lavoratore per sostituire una dipendente in maternità non preclude la possibilità, da parte dell'imprenditore, di utilizzare lo stesso lavoratore con mansioni diverse dalla persona sostituita. In pratica, il sostituito può svolgere mansioni diverse ma deve, comunque, esistere una correlazione di tipo causale tra l'attività del nuovo assunto e quella del dipendente assente.

 
Socio amministratore di società commerciale e doppia contribuzione

Con sentenza n. 3240 del 2010, le Sezioni Unite della Cassazione hanno affermato che non può essere pretesa da parte dell'Istituto Previdenziale la doppia iscrizione (IVS Commercianti e Gestione Separata) per soci di Società Commerciale (nella forma di S.r.l) che oltre a svolgere personalmente la propria attività in azienda con carattere di abitualità, siano anche amministratori della medesima società, percependo apposito compenso.

La Suprema Corte ha disatteso l'interpretazione fornita dall'Ente che sosteneva la possibilità di iscrizione del socio di società commerciale, alla gestione commercianti quale coadiutore della azienda commerciale e, contestualmente, l'iscrizione alla gestione separata per i compensi percepiti come amministratore della società, evidenziando che il criterio dettato dal comma 208 della legge n. 662/1996, sulla attività prevalente, opera in tutti i casi in cui i soggetti che devono essere iscritti alla gestione commercianti esercitino contemporaneamente varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti, quale anche l'iscrizione alla gestione separata come amministratori.

 
Licenziamento dopo la CIGS e rispetto dei parametri previsti dalla legge 223/91

Con sentenza n. 2734 del 2010, la Cassazione ha affermato che l'imprenditore, dopo una procedura di cassa integrazione straordinaria, non è tenuto al rispetto dell'art. 24 della Legge n. 223/1991 (intendano effettuare almeno cinque licenziamenti, nell'arco di centoventi giorni, in ciascuna unità produttiva, o in più unità produttive nell'ambito del territorio di una stessa provincia) e può procedere al licenziamento anche di un solo dipendente.

 
Associazione in partecipazione ed elementi di prova

Con sentenza n. 2728 del 8 febbraio 2010, la Cassazione ha affermato che la verifica della sussistenza di una associazione in partecipazione, sulla base degli elementi riscontrati, esclude il carattere subordinato del rapporto di lavoro; tuttavia, non è vero l'inverso e cioè che quando non ci sia la piena dimostrazione dell'esistenza dell'associazione in partecipazione, si debba arrivare alla conclusione che il rapporto a natura subordinata, atteso che per la sua configurabilità occorrono specifici elementi che non possono ritenersi sussistenti a causa della carenza di prova su una tipologia diversa.

 
Effetti della mancata impugnazione del licenziamento

Con sentenza n. 2676 del 5 febbraio 2010, la Cassazione ha affermato che la mancata impugnazione del provvedimento di licenziamento nel termine perentorio dei 60 giorni, preclude sia il reintegro in azienda che l'ordinaria azione di risarcimento del danno. La Suprema Corte ha affermato altresì che il breve termine di decadenza di 60 giorni è stabilito a garanzia della certezza della situazione di fatto. Da ciò discende che trascorso tale termine non può essere richiesto neanche il risarcimento del danno atteso che non è possibile far accertare giudizialmente l'illegittimità del provvedimento di recesso.

 
Trasferimento di reparto ed ipotesi di mobbing

Con sentenza n. 2615 del 5 febbraio 2010, la Cassazione ha affermato che il mero trasferimento di un lavoratore da un reparto all'altro, determinato da situazioni comportamentali rilevate all'interno dello stesso, non è affatto da considerare mobbing.

 
Sostituzione per maternità e mansioni diverse

Con sentenza n. 3598 del 16 febbraio 2010, la Cassazione ha affermato che l'assunzione di un lavoratore per sostituire una dipendente in maternità non preclude la possibilità, da parte dell'imprenditore, di utilizzare lo stesso lavoratore con mansioni diverse dalla persona sostituita. In pratica, il sostituito può svolgere mansioni diverse ma deve, comunque, esistere una correlazione di tipo causale tra l'attività del nuovo assunto e quella del dipendente assente.

 
Prescrizione di somme per lavoro straordinario

Con sentenza n. 947 del 20 gennaio 2010, la Cassazione ha affermato che in riferimento alle somme scaturenti da lavoro straordinario la prescrizione è quinquennale ex art. 2948 c.c.

 
Mansioni elementari, ripetitività e subordinazione

Con sentenza n. 794 del 19 gennaio 2010, la Cassazione, riferendosi ad un accertamento operato dagli organi di vigilanza dell'INPS, ha affermato che il livello professionale modesto dell'attività svolta, protratto per diverso tempo senza alcun contratto scritto atto a circoscriverne il perimetro, nell'ambito di una organizzazione disciplinata dal responsabile del magazzino (sia pure all'esterno dell'azienda), senza assunzione di rischi da parte del lavoratore, configura la subordinazione, pur in presenza di pagamenti effettuati con partita IVA.

 
Corte Suprema di Cassazione Ufficio del massimario e del ruolo - Il mobbing - relazione 142 del 10 novembre 2008.
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Sentenza della Corte di Cassazione sul mobbing n.ro 22858 - 11 settembre 2008.
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Sintesi della Sentenza della Corte di Cassazione sul mobbing e i sindacati n. 12738 -del 26 marzo 2008.
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Legge 101 del 6 giugno 2008 su onere della prova recepisce le indicazioni dell'Unione Europea in materia di diritti e discriminazioni rafforzando alcuni aspetti di particolare interesse rispetto alla tutela e sostegno al diritto di maternità e paternità - Modifica il Dlgs 215/ 2003 contro le discriminazioni in base alla razza e all'origine etnica e il Dlgs 216/ 2003 contro le discriminazioni in materia di occupazione e condizioni di lavoro ( art. 8-quater - septien).
  • Vai alla legge 101 del 06/06/2008
 
 
Direttiva 54/2006 riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.
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  • www.provincia.ancona.it
 
 
 
 
Azioni positive di conciliazione
 
  • www.sportelloantiviolenza.org
 
 
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